La propaganda di Salvini, smontata punto per punto

Salvini dice un sacco di bugie. Eccone dieci, contestate con i fatti.

*** Aggiornamento 27/06/2019***
Le bugie sono sempre le stesse, i dati sono da modificare. In calce a ogni punto, in corsivo, i dati aggiornati al 27/06/2019.

Da quando è stato eletto (tra l’altro non “da tutti gli italiani”, ma da meno di 6 milioni), Salvini campa sugli hashtag #portichiusi e #chiudiamoiporti. Ma i porti non sono chiusi né esiste alcun decreto ministeriale che ne disponga la chiusura. E anche se lo fossero, il merito non sarebbe di Salvini, ma del ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Toninelli. Sul sito del Ministero dell’Interno viene periodicamente pubblicato un grafico che dimostra che i migranti continuano a sbarcare, nonostante ogni mese Salvini decida di creare problemi a un’imbarcazione a caso.
* L’ultima “imbarcazione a caso” è la Sea Watch, bloccata al largo delle acque di Lampedusa con 42 migranti a bordo dopo che la capitana Carola Rackete ha deciso di infrangere il divieto di oltrepassare il confine, dopo 15 giorni di navigazione. Intanto, proprio in questi giorni sono sbarcati (solo a Lampedusa) 100 migranti.

Questo è vero, confrontando i dati degli sbarchi del 2016 e del 2017 con quelli del 2018. Ma è merito di Salvini? No. Con l’approvazione del decreto Minniti-Orlando (una schifezza, aggiungo) del governo Gentiloni, nei primi mesi del 2018 si registrò un calo del 79% degli sbarchi rispetto allo scorso anno. Quindi il calo degli sbarchi non è opera di Salvini, ma sono gli effetti a lungo termine del decreto Minniti-Orlando (che è ancora legge) e degli accordi del governo Gentiloni con il governo libico per impedire le partenze verso L’Europa, che prevedono la permanenza dei migranti in centri sotto il controllo delle autorità libiche. Centri che sono sotto l’attenzione degli osservatori internazionali per la cronica violazione dei diritti umani.
* I flussi migratori sono scesi dell’85%. Ma vale ancora il fatto che questo calo non è opera di Salvini, ma del decreto Minniti-Orlando.

Salvini plaude ogni intervento della “Guardia costiera libica” che riporta i migranti nei centri di detenzione libici. La Libia non è un porto sicuro: lo dice l’ONU in un rapporto: nei centri si consumano violenze, stupri e “orrori inimmaginabili”.

Quali ONG, visto che al momento nelle acque internazionali c’è solo la Sea Watch? Ma a parte questo, secondo l’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale), non c’è alcuna correlazione tra la presenza di ONG nel Mediterraneo e una maggiore partenza di migranti dalla Libia.

Dall’inizio del 2019, in meno di un mese, sono morte 170 persone nel Mediterraneo. Da quando sono diminuiti gli sbarchi e l’attività delle ONG è stata fermata, in proporzione il rischio di naufragio è aumentato. Secondo l’UNHCR (l’Alto commissariato Onu per i rifugiati), un migrante su 18 in partenza dalla Libia muore durante la traversata. Nel 2017 la percentuale era di una persona su 42.
* Gli ultimi dati di UNHCR confermano che il numero dei morti in naufragi in termini assoluti è diminuito (perché sono diminuite le partenze, vedi sopra), ma in compenso è aumentata la mortalità dei viaggi: 327 morti e dispersi ogni mille arrivi.

Salvini ha detto che “il governo italiano promuoverà interventi di sviluppo in Africa, per arginare l’immigrazione verso l’Europa”. Ma il governo ha tagliato i fondi per la cooperazione internazionale e l’ultima Manovra ha cancellato l’Ires agevolata per le organizzazioni assistenziali no-profit, comprese quelle che “li aiutano a casa loro”.

Cosa ha fatto Salvini per i terremotati? Niente, a parte scrivere una lettera. Ed è al governo da 8 mesi. Evidentemente le sue priorità sono altre.

Il Decreto Sicurezza entro il 2020 creerà 700.000 nuovi irregolari. Deve darsi una sbrigata Salvini, perché per espellerli tutti ci vorranno 101 anni.

Anche questa frase è vera, ma c’entra qualcosa con Salvini e con il Decreto Sicurezza? No, perché gli ultimi dati disponibili si riferiscono al 2017 e alla prima metà del 2018, quando Salvini non era al governo.

Se l’Italia contasse qualcosa in Europa, perché il partito di Salvini si è ostinato a non partecipare alle discussioni sulla riforma del trattato di Dublino negli organi deputati? Sono state fatte 22 riunioni al Parlamento Europeo, e la Lega è stata assente a tutte e 22. Durante la votazione per sostituire il criterio di asilo nel Paese di approdo con il ricollocamento automatico in tutti i Paesi europei, la Lega si è astenuta.
* Dopo le elezioni europee, l’asse sovranista non si è concretizzato: Orbán e Farage non si alleano con la Lega, e il suo gruppo al P.E. avrà meno del 9% dei seggi. Il M5S è completamente isolato. Salvini nel frattempo ha saltato 6 vertici su 7 con gli altri ministri dell’Interno europei.

Giornalista e femminista